«Archivio Multimediale degli Attori Italiani», Firenze, Firenze  University Press, 2012.
eISBN: 978-88-6655-234-5
© Firenze University Press 2012

Attore > cinema, teatro, radio
NomeIrma
CognomeGramatica
Data/luogo nascita25 novembre 1869 Rijeka (HRV)
Data/luogo morte14 ottobre 1962 Tavarnuzze di Impruneta (Firenze)
Nome/i d'arte
Altri nomiGramatica, Maria Francesca (nome anagrafico); Cottin
  
AutoreDaniela Sarà (data inserimento: 02/12/2011)
Irma Gramatica
 

Sintesi | Famiglia| Formazione| Interpretazioni/Stile| Scritti/Opere| Testo completo

 

Biografia

Durante l'anno comico 1889-1890 torna in Argentina con Cottin e lascia il figlio di due anni ad una zia di quest'ultimo, ma durante la sua permanenza all'estero il bambino muore, probabilmente per incuria. Il luttuoso evento debilita profondamente l'attrice, che non riuscirà mai a superare completamente il trauma, e deteriora il rapporto col marito, segnando la fine del matrimonio. L'episodio si colloca sicuramente dopo il mese di marzo del 1889, quando nell'elenco ufficiale della Compagnia Aleotti-Cottin-Lucchesi-Cuneo la Gramatica compare ancora, per l’ultima volta, con l'appellativo «Irma Cottin» (Quadro delle compagnie drammatiche per l'anno 1889-1890, «L'Arte drammatica», 23 marzo 1889). Nel 1957, consegnando all'amica Antonietta Treves alcune memorie per una pubblicazione, l'attrice si raccomanderà: «vorrei che non fosse rilevato in alcun modo l'episodio del bambino» (lettera scritta da Tavarnuzze, riportata in Luigi Maria Personé, Irma ed Emma. Due grandi del teatro italiano, Prato, Società pratese di Storia Patria, 1987, p. 52), un evento che rimarrà sempre legato alla sfera intima e personale.

Dopo la rottura, Arnaldo torna in Italia e Irma, ancora ventenne, rimane a San Nicolás de los Arroyos, nella provincia di Buenos Aires, presso la famiglia di un medico italiano. Tornata nella capitale argentina, si ammala gravemente ed è curata da alcuni membri della famiglia Todros, anch’essa di origini italiane; superata l’emergenza resta anemica e debilitata da un profondo esaurimento nervoso. Nell'autobiografia ammette di essere entrata in depressione e di aver iniziato a percepire la sua esistenza come un peso insopportabile: «un'ombra cadde su di me» (Irma Gramatica, Tutta qui la mia vita, cit., p. 49). Non è nota la data del rientro in Italia: il quadro delle compagnie pubblicato sull’«Arte drammatica» in prossimità della quaresima del 1891 (28 febbraio 1891) attesta che nel 1891-1892 non ha ancora ripreso l'attività professionale.

Nel 1892 entra come Prima attrice giovane nella formazione condotta da Italia Vitaliani e Vittorio Salsilli. L'anno seguente passa nella compagine di Giovanni Emanuel, dove, probabilmente nello stesso ruolo, si esibisce con la Prima attrice Virginia Reiter: fortemente motivata dal capocomico, che considera «un maestro, una gioia» (ivi, p. 50), sente l'esperienza come il decollo definitivo della carriera; con questa impresa si reca in tournée a San Pietroburgo, a Berlino e in Spagna, dove trascorre un periodo particolarmente felice. Nel 1894 è scritturata da Andrea Marchi, presumibilmente ancora come Prima attrice giovane, affermandosi nel repertorio francese coevo, ma interrompe la scrittura nel corso dell'anno comico: se, recensendo alcuni rappresentazioni livornesi allestite in marzo, la rivista teatrale partenopea «Il Proscenio» la segnala come elemento di rilievo della formazione, riguardo alla serie di rappresentazioni napoletane al Teatro Sannazzaro del dicembre 1894, pur menzionando gli attori minori della compagine, non fa alcun cenno alla Gramatica.

Nel 1895-1896, entrata nella formazione di Napoleone Mozzidolfi diretta da Alessandro Marchetti, è definitivamente promossa al ruolo di Prima attrice; nella primavera del 1895 si distingue nella parte eponima di Teresa Raquin di Émile Zola al fianco della Pezzana che, unitasi alla compagnia per un breve periodo, interpreta il personaggio della suocera paralitica. A metà dell'anno comico passa nella compagine di Carlo Rosaspina e Celeste Montrezza, sostituendo quest'ultima come Prima attrice; nel passaggio di consegne la formazione, che annovera al suo interno anche la sorella Emma (Prima attrice giovane), si trasforma in compagnia «sociale», intestata a Giuseppe Paradossi e diretta da Luigi Biagi. Nel 1896-1897 ricopre il ruolo di «Prima attrice senza scelta» nella formazione di Ermete Zacconi, grande attore di scuola verista, che ne perfeziona ulteriormente la maniera interpretativa illuminandola sulle sue potenzialità e sugli obiettivi artistici da raggiungere, esperienza che la incoraggia e la responsabilizza sulle scelte da effettuare nel proseguimento della carriera. Al fianco del capocomico si distingue in numerosi lavori ibseniani, tra cui Spettri e Casa di bambola.

Tra il 1897 e il 1900 è Prima attrice nella Compagnia Luigi Raspantini-Enrico Reinach, con la quale, dopo i successi riscossi al Teatro Carignano di Torino e al Teatro Manzoni di Milano nei primi mesi del 1898, è consacrata da pubblico e critica come protagonista di primo piano della scena italiana. Tra le interpretazioni più riuscite si segnalano le parti principali di Spiritismo di Sardou e di Casa di bambola, in cui porta a maturazione l'esperienza iniziata con Zacconi. In questo periodo emergono alcuni tratti del suo carattere nervoso e incostante: in una lettera all’amico Sabatino Lopez del '98 lei stessa parla dei suoi «nervi malati» (Carteggio di Sabatino Lopez e Irma Gramatica, a cura di Guido Lopez, «L'Osservatore Politico Letterario», a. IV n. 2, febbraio 1958, p. 52). Frequenti le sostituzioni per indisposizione, come nel 1899, quando cede il ruolo di Prima attrice a Edwige Guglielmetti Reinach, poi ad Emma Varini, poi ancora alla Guglielmetti Reinach.

 
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