«Archivio Multimediale degli Attori Italiani», Firenze, Firenze  University Press, 2012.
eISBN: 978-88-6655-234-5
© Firenze University Press 2012

Attore > cinema, teatro, televisione, radio
NomeEmma
CognomeGramatica
Data/luogo nascita25 ottobre 1874 Borgo San Donnino (Parma)
Data/luogo morte08 novembre 1965 Ostia (Roma)
Nome/i d'arte
Altri nomiGramatica, Emma Aida Argia (nome anagrafico)
  
AutoreDaniela Sarà (data inserimento: 05/12/2011)
Emma Gramatica
 

Sintesi | Biografia| Famiglia| Formazione| Interpretazioni/Stile| Testo completo

 

Scritti/Opere

Emma Gramatica è autrice di brevi interventi autobiografici, editi su varie riviste. Vi ripercorre periodi dell’attività professionale e rievoca incontri con personalità di rilevo conosciute nel corso della carriera. Tra il 1931 e il 1932 avvia con il periodico «La Lettura», supplemento mensile del «Corriere della sera», una regolare e intensa collaborazione: tra i contributi più interessanti si segnalano i ricordi legati alla figura di Eleonora Duse e al viaggio sudamericano intrapreso al suo seguito nel 1885; le memorie dedicate alle attrici Maria Orska e Gabrielle Réjane (pseudonimo di Gabrielle-Charlotte Reju); le reminiscenze sui soggiorni nella villa della Versiliana a Marina di Pietrasanta (Lucca) dei primi del Novecento, quando, ospite del pittore Clemente Origo, frequenta varie personalità artistiche, come Gabriele D’Annunzio e lo scultore Domenico Trentacoste. Nel luglio 1932 pubblica nella stessa rivista anche un lavoro drammaturgico, l’atto unico Scarabeo d’oro.

Riprende l’attività memorialistica negli anni Cinquanta, al ritorno dall’Argentina, dove aveva recitato due anni dopo essere caduta in disgrazia in Italia: in un periodo in cui gli impegni professionali gradualmente si diradano, la stesura di ricordi è anche un’importante forma di sostentamento da affiancare all’attività performativa. Nel dicembre 1950, dedica uno scritto a George Bernard Shaw un mese dopo la sua scomparsa. In questo rievoca il loro incontro a Stresa dell’estate del 1925, presso lo studio dello scultore Paul Troubetzkoy, per la preparazione della messinscena del suo dramma Santa Giovanna, allestito in anteprima italiana al Teatro Goldoni di Venezia nell’ottobre successivo. 

Su questo fronte di attività rimangono alcune brevi testimonianze nel diario di Orio Vergani, giornalista del «Corriere della sera». Nel dicembre 1953 Emma sottopone a Vergani due scritti su D’Annunzio e Shaw - che aveva inviato anche ad Arnaldo Fraccaroli, commediografo e giornalista della stessa testata -, da lui pesantemente criticati: «Penosissimi articoletti di Emma Gramatica. Bisogna rifarli da cima a fondo. Narra l'incontro con Bernard Shaw e con D'Annunzio in uno stile, a ottant'anni, da signorina delle magistrali. Ma bisogna bene che questa povera, grandissima attrice, guadagni qualcosa. Un mese fa, a Saint-Vincent, aveva una pelliccetta sdrucita. Mi ha scritto lamentandosi di aver mandato quattro lettere ad Arnaldo Fraccaroli, senza aver avuto risposta. Questo è il tramonto degli attori» (Orio Vergani, Misure del tempo. Diario, a cura di Nico Naldini, Milano, Baldini & Castoldi, 1990, p. 183, in data 15 dicembre 1953).

I due lavori vedranno luce editoriale nel gennaio 1954, il primo sul «Corriere d'informazione», il secondo sul «Corriere della sera», completamente rimaneggiato da Vergani che compie un grosso lavoro redazionale per conferire allo scritto una dignitosa veste letteraria. Le memorie di Emma, spesso semplici interventi aneddotici indirizzati al grande pubblico, sono criticate anche dalla sorella Irma: «Irma Gramatica trova ‘puerili’ le memorie che sua sorella Emma pubblica sul «Corriere». Tono di superiorità della maggiore: ottantacinque anni contro ottant’anni» (ivi, p. 242, in data 31 marzo 1954).

Vergani ammira comunque la tempra e la coerenza dell’attrice, all’epoca scritturata in una formazione minore, la Compagnia del Teatro Italiano dell'Arte del Sud, con cui propone un repertorio impegnato ma poco remunerativo, costretta per sopravvivere a cimentarsi in un’attività che non le è congeniale: la situazione lo indigna, specie se raffrontata con l’opposta fortuna di alcune grandi star del momento, che guadagnano cifre stratosferiche allestendo lavori molto più volgari e superficiali. «Penso a Emma Gramatica, ottantenne, che gira nei teatri della Sicilia e della Calabria, che crede in Ibsen, in D’Annunzio, in Shaw, ed è felice quando riceve dal «Corriere» un assegno di quarantamila lire per gli articoli che vado riscrivendole» (ivi, p. 215, 23 gennaio 1954).

 
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