«Archivio Multimediale degli Attori Italiani», Firenze, Firenze  University Press, 2012.
eISBN: 978-88-6655-234-5
© Firenze University Press 2012

Attore > cinema, teatro, televisione, radio
NomeEmma
CognomeGramatica
Data/luogo nascita25 ottobre 1874 Borgo San Donnino (Parma)
Data/luogo morte08 novembre 1965 Ostia (Roma)
Nome/i d'arte
Altri nomiGramatica, Emma Aida Argia (nome anagrafico)
  
AutoreDaniela Sarà (data inserimento: 05/12/2011)
Emma Gramatica
 

Sintesi | Biografia| Famiglia| Interpretazioni/Stile| Scritti/Opere| Testo completo

 

Formazione

Esperienza centrale del percorso formativo di Emma Gramatica è il decennio trascorso ad intermittenza nelle compagnie di Eleonora Duse (1885-1896), in cui entra al seguito dei genitori, inizialmente per ricoprire «parti ingenue», poi scritturata per ruoli minori. Emma è profondamente segnata  dalla carismatica personalità della grande attrice, che ne influenza sia l’impostazione interpretativa sia l’apertura mentale, allargandone gli orizzonti culturali. Nelle memorie lasciate nel 1954 a Tito Angeletti per una trasmissione radiofonica, la Gramatica parla della fascinazione subita, riferendo in merito alcuni suggestivi ricordi d’infanzia. Sempre presente alle messinscene, anche quando non era chiamata a recitare, osservava spesso di nascosto le esibizioni della capocomica, praticando, se necessario, un foro nelle quinte e, nel caso delle rappresentazioni più lunghe, dormendo nel suo baule dei costumi.

La giovane è conquistata dall'apertura mentale della Duse, dalla sua cultura e dalla sua conoscenza del mondo del teatro; nei ricordi afferma che la capocomica si intratteneva spesso in camerino con la madre, Cristina Bradil - che oltre a recitare era anche sarta di compagnia ed empirica guaritrice -, narrando delle sue straordinarie esperienze artistiche ed esercitando un fascino irresistibile sulla bambina, testimone silenziosa di quegli incontri. Nelle confidenze dell'attrice era spesso evocato il fervido ambiente artistico parigino, probabilmente uno stimolo importante per la fanciulla che, durante la prima tournée russa del 1891, si applica da autodidatta all'apprendimento del francese.

Col passare degli anni, la Duse considererà Emma quasi come una figura sostitutiva della figlia Enrichetta Marchetti - tenuta accuratamente lontana dal mondo dello spettacolo - e si intratterrà spesso con lei nelle pause dagli impegni lavorativi. Nelle memorie la Gramatica racconta che nel corso delle tournées estere era condotta dalla Duse a visitare i luoghi più rappresentativi dei paesi ospitanti ed afferma esplicitamente: «devo a lei la passione di vedere, vedere, di cui non sono mai stanca» (Emma Gramatica, Emma e la signora Duse, in I ricordi di Emma Gramatica, trasmissione radiofonica a cura di Tito Angeletti, primavera 1954). La giovane inizia così un infaticabile studio da autodidatta.

L’alacre attività, propedeutica agli impegni sulla scena, si scontra con i consigli ricevuti da alcune autorevoli personalità del mondo dello spettacolo, tutte concordi nel suggerirle di interrompere la pratica teatrale per mancanza di predisposizione. Nel corso della seconda tournée russa (1891-1892), la stessa capocomica esprime forti perplessità sulle potenzialità artistiche della giovane, poco appariscente, troppo magra e minuta ed eccessivamente timida: si tratta forse di un tentativo di tutelarla, come aveva fatto con la figlia che aveva allontanato dal mondo del teatro per sottrarla a un’esistenza tormentata e difficile. A questo proposito, durante un soggiorno a Berlino, la Duse tenta di convincere la madre di Emma ad iscrivere la figlia al collegio di Dresda frequentato da sua figlia Enrichetta, dove potrebbe imparare il tedesco e garantirsi un futuro dignitoso.

Anche Virgilio Talli, col quale recita nel 1894-1895, esprime forti perplessità sulle possibilità artistiche della giovane. Ma il giudizio è forse influenzato dal fatto che la sua compagnia si dedica prevalentemente a un repertorio di leggere pochades, genere nei confronti del quale Emma, più predisposta alla messinscena di lavori di spessore culturale, prova profonda insofferenza. In occasione di alcune recite effettuate con la formazione di Talli al Teatro Manzoni di Milano, anche Marco Praga insinua il dubbio che per lei il mondo del teatro sia del tutto inadeguato.

 
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