«Archivio Multimediale degli Attori Italiani», Firenze, Firenze  University Press, 2012.
eISBN: 978-88-6655-234-5
© Firenze University Press 2012

Attore > cinema, teatro, televisione, radio
NomeCarmelo
CognomeBene
Data/luogo nascita01 settembre 1937 Campi Salentina (Lecce)
Data/luogo morte16 marzo 2002 Roma
Nome/i d'arte
Altri nomi
  
AutoreEmanuela Agostini (data inserimento: 11/11/2011)
Carmelo Bene
 

Sintesi | Formazione| Interpretazioni/Stile| Scritti/Opere| Testo completo

 

Biografia

Carmelo Bene nasce il 1 settembre 1937 a Campi Salentina, nei pressi di Lecce, da Umberto Bene e Amalia Secolo. Prima di lui i genitori avevano avuto una bambina, Maria Teresa, che era però morta subito dopo la nascita. Per i coniugi Bene “l'arrivo” di un figlio, per giunta maschio, è motivo di grande orgoglio e costituisce anche una forma di riscatto. Dopo diciotto mesi vedrà la luce un’altra bambina, Maria Luisa.

La famiglia Bene appartiene alla piccola borghesia salentina. Umberto Bene dirige una fabbrica di tabacco di circa un migliaio di operaie, cui collabora come amministratrice anche la moglie. Carmelo è un bambino minuto, gracile, spesso malato, ma anche agile e scattante: «Ero un acrobata nato. Tutto nervi e niente muscoli» (Carmelo Bene-Giancarlo Dotto, Vita di Carmelo Bene, Milano, Bompiani, 1998, p. 28). Timido e solitario, si divide principalmente tra l’ambiente, interamente al femminile, della fabbrica, e quello delle chiese del paese natale e di Lecce in cui, per volontà della madre, serve quotidianamente messa. È questa un’esperienza di cui, nelle sue autobiografie, Carmelo Bene enfatizza l’importanza: la ritualità sacra è la prima forma di “allestimento scenico” pubblico con cui si confronta; le pratiche devozionali barocche del Salento gli offriranno una preziosa fonte di ispirazione per le sue successive produzioni artistiche. L’eccesso di “zelo” religioso cui è sottoposto durante l’infanzia e il pessimo esempio di alcuni dei sacerdoti incontrati («dei piccoli Gilles de Rais» ivi, p. 23) contribuiranno per contrapposizione a renderlo fortemente avverso a tutto quanto concerne la religione a partire dall’adolescenza.

Buona parte della sua istruzione è affidata a un istituto religioso: dopo le elementari, frequenta le scuole medie e i primi anni del liceo classico presso l’Istituto Calasanzio dei Padri Scolopi di Campi Salentina. Quando ha circa sedici anni la famiglia si trasferisce a Lecce, dove Carmelo Bene prosegue gli studi presso il Liceo Palmieri. Il suo rendimento scolastico è ordinario: le difficoltà in matematica sono compensate dai buoni risultati nelle materie umanistiche, italiano, greco e latino. Sui banchi di scuola rivela inoltre una naturale abilità nella lettura ad alta voce dei testi lirici che lo rendono il lettore prescelto dai suoi professori. Le proposte scolastiche dei grandi capolavori della letteratura sono da lui accolte con curiosità. In quegli anni apprezza in particolare l’Iliade, il Don Chisciotte di Miguel de Cervantes Saavedra, la Divina Commedia di Dante Alighieri, i romanzi di Walter Scott, Alexandre Dumas père e la drammaturgia shakespeariana (cui si dedica con avidità intorno ai quindici anni a partire da Timone d’Atene).

Il suo avvicinamento allo spettacolo è mediato dall’opera lirica. Fin da bambino, insieme ai genitori e alla sorella, ascolta le opere trasmesse alla radio e assiste agli spettacoli allestiti al Politeama di Lecce, al Teatro Margherita e al Petruzzelli di Bari, ma anche, in tempo di vacanze, all’Opera di Roma e all’Arena di Verona. Il teatro musicale lo affascina per la fastosità dei suoi allestimenti e la molteplicità degli elementi di seduzione (le scene, le luci, i costumi, i cantanti). Questa passione è condivisa anche con sua zia Raffaella, ex maestra elementare che, quando Bene ha circa quindici anni, si prende a cuore la sua educazione artistica. Accompagnato dalla zia al pianoforte, Bene si applica allo studio del canto cercando di imitare i suoi cantanti prediletti (tra cui Giuseppe Di Stefano, Aureliano Pertile, Giulio Neri e Giuseppe Taddei). I risultati non sono però quelli attesi. Il parere negativo di un esperto maestro di canto fa sfumare i suoi sogni e lo porta a ripiegare sul teatro di prosa.

A diciassette anni fa la maturità. Lo svolgimento dell’esame rivela il carattere polemico di un adolescente inquieto: «Esame di filosofia: [...] Carmelo vuole parlare di Hegel e si rifiuta di rispondere su Marx [...]. Prova scritta d’italiano. Si tratta di commentare una frase di Croce sul Romanticismo. Carmelo contesta e consegna il foglio in bianco» (ivi, pp. 42-43). Rimandato a settembre in cinque materie si dà una provvisoria “regolata” e si diploma. Ma il “burattino Pinocchio” non ha alcuna intenzione di diventare un “bravo bambino”: gli avvenimenti degli anni seguenti rivelano il conflitto con se stesso e con le autorità di un giovane che fatica a trovare la sua strada.

 
( 1 )   2   3   4   5   6   7   8   9 10 11 12 13 14 15 16 17   Successiva >>
Firenze University Press
+39 0552743051 - fax +39 0552743058
Borgo Albizi, 28 - 50122 Firenze

web:  http://www.fupress.com
email:info@fupress.com
Progettazione tecnica a cura di